Siamo resistenti al cambiamento, ma cosa significa cambiare? Forse non andiamo bene così come siamo? Non proprio. Ognuno di noi deve fare piccole correzioni al proprio stile di vita in quanto, spesso, sintomi fisici ed emozionali ci segnalano che qualcosa non va. A volte capita di non ascoltarsi, di non rispettarsi, di non volersi bene nelle nostre azioni quotidiane.
Può accadere di sentirsi spinti a dover dimostrare, a rincorrere una visibilità e una considerazione che ci sono mancate, come pure di agire sotto la pressione di doverismi e responsabilità eccessivi.
Fatto certo è che sovente ci troviamo fuori posto nei confronti di noi stessi e siamo scontenti! Portiamo avanti i valori del sistema credendoli nostri, ma dovremmo piuttosto fermarci, ascoltare il nostro sentire e rimettere in ordine la gerarchia dei veri valori a cui dedicare il nostro tempo.
Rivedere la nostra visione di fondo dell’esistenza e darci come missione quella di fare azioni precise che vadano nella direzione scelta. Ciò è indubbiamente difficile, perché le azioni vanno pianificate pazientemente e realizzate con sistematicità e responsabilità, dalle più semplici alle più complesse, al fine di uscire dalla nostra zona di comfort, quello spazio di tranquillità abitudinaria che si converte facilmente in stagnazione psichica.
Quando si decide di cambiare, e quindi di allontanarci dalla zona di comfort, possiamo finalmente trasformare i nostri contenuti emotivi. E’ solo l’azione a consentire di cambiare forma per attuare un processo di responsabilità e sconfiggere il vittimismo e la pigrizia che ci spingono a rimandare, a rimanere fuori posto e a restare imprigionati nello scontento.