LA PAURA DI CAMBIARE

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La vita è un incessante fluire, ma spesso noi non fluiamo con essa a causa dei nostri schemi, attaccamenti e pregiudizi. Non si tratta di stravolgere la vita, di diventare qualcun altro, ma di andare verso un’integrazione, modificare ciò che genera malessere per andare nella direzione della morbidezza, della flessibilità e dell’amore. Tanti sono gli ostacoli che frenano il processo. Molte persone sono spinte dall’ego nella ricerca di tecniche potenti che possano indurre, con il contorno di effetti speciali,  un cambiamento fittizio senza accettare le difficoltà di un autentico lavoro interiore. Non è possibile, in altre parole, oltrepassare il confronto necessario con le proprie zone d’ombra, con i limiti e le fragilità che ci costituiscono in quanto esseri mortali. La vita, del resto, ci pone continuamente di fronte ai punti deboli che vorremmo nascondere e ci invita a dialogare con essi. Chi, in cerca di esperienze spirituali a buon mercato, si illude di poter ottenere la pace e l’illuminazione senza addentrarsi nei sentieri del dubbio, dello sconforto e della sfiducia, è più esposto a idealizzazioni potenti nei confronti di figure che operano in maniera manipolatoria e si autoproclamano guide di vita (facendo leva su doti comunicative e di persuasione).
Verso di esse è facile che si attivino dei meccanismi di transfert, dunque la proiezione indebita di vissuti affettivi che, dall’infanzia in poi, riguardano il nostro rapporto con coloro che detengono una qualche reale o presunta autorità. Ecco, allora, che facciamo diventare importante una persona estranea, alimentando un bisogno inconsapevole di dipendenza. Ma questa figura, ammantata di luce e di mistero, può farsi carico responsabilmente dei processi transferali che essa stessa mette in moto? Desideri inappagati e conflitti ancor attivi non vengono riconosciuti come nostri, ma proiettati su tali “maestri” spirituali in attesa che un potere esterno possa sciogliere i nodi mai affrontati della nostra storia di vita. Tutto questo, inevitabilmente, ci espone all’influsso di persone spesso a loro volta irrisolte, ma carismatiche quanto basta per dare l’idea di essere pienamente realizzate. La via per evolvere, tuttavia, è un’altra. La prassi della consapevolezza abbraccia progressivamente il nostro sentire e rafforza il senso di responsabilità verso ciò che accade in noi, verso carenze e conflitti che meritano di essere attraversati e superati. Nessuno potrà farlo al nostro posto.

dott. Roberto Costantini
Presidente dell’ASPIC Scuola Superiore Europea di Counseling  Sede di Ancona

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